Per un giorno, a Milano, il mondo degli eventi si è fermato a guardarsi allo specchio e aprire un dialogo con la filiera del settore, a cui appartengono decine di professionisti che spesso lavorano dietro le quinte, ma che sono fondamentali per il successo di qualunque iniziativa.
Qual è il valore di un evento quando cala il sipario? Come si fa a lasciare un'impronta positiva e moltiplicare il valore generato?
Da queste domande è nato “Questo Evento NON è un Evento”, il format ideato da Esther Burton, founder di E20BeRight, con l'obiettivo di ripensare il settore degli eventi attraverso alcune parole chiave: senso, etica, sostenibilità, rigenerazione e responsabilità.
Nel bellissimo salotto di Casa Lago senza distanze tra speaker e partecipanti, si sono alternati interventi, testimonianze e confronti che hanno coinvolto protagonisti del mondo della comunicazione, della progettazione, della sostenibilità e del sociale.
A guidare il dialogo è stato Massimiliano Dona, nelle vesti di direttore creativo della giornata, che ha accompagnato i partecipanti in un percorso costruito intorno a una riflessione condivisa: oggi un evento deve generare valore per le persone, i territori, le relazioni e l'ambiente.
I temi emersi dal confronto
Tra i temi emersi durante la giornata:
Particolarmente centrale il tema del riuso creativo dei materiali, raccontato anche attraverso il contributo dell'agenzia italiana di talent e project management specializzata nell'illustrazione, Yoonik, così come il valore del dono e dell'impatto sociale, grazie alla presenza di Ai.Bi. – Amici dei Bambini e dell'Istituto Italiano della Donazione.
Nascono le 5 azioni degli eventi significativi
La giornata si è conclusa con la volontà condivisa di trasformare le riflessioni emerse in un documento operativo: 5 azioni attuabili subito, una raccolta di principi condivisi dai presenti e pensati per aiutare aziende, agenzie e professionisti a ripensare il modo in cui vengono costruite le esperienze di comunicazione.
Le 5 azioni (disponibili a questo Link) si articolano in cinque aree operative -Esperienza e Visione, Contesto e Futuro, Ecosistema e Trasparenza, Relazione e Impatto, Contenuto e Valore- e propongono un cambio di paradigma concreto: non partire più dalla forma dell'evento, ma dal valore che un'esperienza è in grado di generare nel tempo.
Le azioni individuate
Ecco le 5 azioni individuate e che possono subito essere messe in pratica:
Uno dei temi più discussi durante la giornata è stato il superamento della tradizionale logica cliente-fornitore; è fondamentale, infatti, un modello collaborativo in cui tutti gli attori coinvolti partecipino alla costruzione del valore dell'esperienza.
Una nuova idea di evento
“Gli eventi significativi non si chiamano ‘eventi' ma preferiamo chiamarli esperienze proprio per il loro valore e l'impatto che lasciano anche dopo la loro fine” è stata la frase che ha accompagnato l'intera giornata e che sintetizza la visione di E20BeRight: costruire esperienze che abbiano la capacità di restare nel tempo.
All'incontro hanno partecipato, tra gli altri: Marco Griffini (Ai.Bi.), Matteo Fusco (Beople), Giulia Pordd, Simona Volpe (Sprint_Ita), Richard Romagnoli, Gianfranco Benedetti (Colordielle), Alessia Cuccu e Federico Zaghis (Yoonik), Stefania Pisano (Ai.Bi.) e Cinzia Di Stasio (Istituto Italiano della Donazione).
Determinante anche il contributo di Casa Lago, partner dell'iniziativa, che ha ospitato l'evento condividendone la visione: quella di uno spazio che non sia semplice cornice, ma parte integrante dell'esperienza.
Un percorso destinato a continuare
“Questo Evento NON è un Evento” nasce per aprire una conversazione sulla filiera degli eventi che coinvolga tutti gli attori e segni un primo passo in un nuovo modo di concepire il settore.
L'obiettivo di E20BeRight è trasformare le 5 azioni condivise in uno strumento aperto, condiviso e in continua evoluzione, capace di coinvolgere aziende, agenzie e professionisti interessati a costruire esperienze che abbiano la capacità di generare significato.
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