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Una delle reti non profit più capillari d'Italia, una partecipazione sociale che torna ai livelli di dieci anni fa e una fiducia negli altri superiore alla media nazionale. Ma anche un dato che invita a riflettere: mentre aumentano i cittadini impegnati nel volontariato e nella vita associativa, diminuisce nel lungo periodo la quota di chi sostiene economicamente le organizzazioni. Un territorio, quindi, che può contare su un patrimonio consolidato di organizzazioni, relazioni e partecipazione, ma nel quale le diverse forme del dono non seguono necessariamente la stessa traiettoria. È questo il quadro dedicato alla Liguria che emerge dall'analisi realizzata dall'Istituto Italiano della Donazione (IID) nell'ambito del 9° Rapporto sul dono “Noi doniamo” - focus Liguria frutto del lavoro dell'Osservatorio sul dono che è stato presentato oggi a Genova in occasione della chiusura delle iniziative Liguria Capitale del Dono 2026.
Nel corso dell'incontro, ospitato nella Sala Trasparenza del Palazzo della Regione Liguria, sono stati presentati i risultati della XXIV Indagine IID sull'andamento delle raccolte fondi degli enti non profit e il Rapporto 2026 con focus Liguria. Il Rapporto analizza le tre dimensioni del dono – denaro, tempo e dono biologico – mettendo insieme dati, analisi e contributi dei soggetti partner dell'Osservatorio sul dono: ASSIF, Caritas Italiana, Centro Nazionale Sangue, Centro Nazionale Trapianti, CMW, Eumetra, Ipsos Doxa, Istat, Scuola di Fundraising di Roma, Università degli Studi dell'Insubria, Università LIUC e Walden Lab. Per il terzo anno consecutivo BPER sostiene il Giorno del Dono contribuendo alla realizzazione dell'Osservatorio sul dono, fonte di riferimento per la cultura e la pratica del dono in Italia.
L'evento, che chiude gli appuntamenti Liguria Capitale del Dono 2026, si inserisce nel progetto culturale di respiro nazionale Giorno del Dono, nato nel 2015 per promuovere i valori della gratuità e del volontariato che sono la base per una vera e condivisa cultura del dono. L'Istituto – che da oltre vent'anni promuove trasparenza, credibilità e onestà nel Terzo settore – ha fortemente voluto la Legge 110/15 che ha istituito in Italia, primo e unico Paese al mondo, il 4 ottobre di ogni anno quale Giorno del Dono.
Nota metodologica: la cultura del dono nei territori
La presente analisi è stata realizzata dall'Istituto Italiano della Donazione nell'ambito dell'Osservatorio sul dono, attraverso elaborazioni di dati Istat provenienti dal Censimento permanente delle istituzioni non profit 2021, dal Registro statistico delle istituzioni non profit 2023, dall'indagine Aspetti della vita quotidiana 2015–2025 e dagli indicatori socioeconomici territoriali 2023–2024.
A livello territoriale, l'analisi delle correlazioni è stata effettuata su 19 regioni, escludendo il Trentino-Alto Adige (sempre primo sia per donazioni economiche che per volontari) per mantenere omogenea l'unità territoriale tra le diverse fonti, poiché alcuni indicatori sono disponibili separatamente per le Province autonome di Trento e Bolzano mentre altri sono disponibili per la regione nel suo complesso.
Il Rapporto, nel suo complesso, analizza anzitutto il dono di denaro per buone cause, con particolare attenzione al Terzo Settore, utilizzando diverse fonti che consentono di osservare il fenomeno da due prospettive complementari: quella degli enti non profit e quella dei donatori, cittadini e imprese. Grazie all'Indagine IID sulle Raccolte Fondi, arrivata alla sua XXIV edizione, viene scattata una fotografia dettagliata delle raccolte fondi del non profit, mentre il donatore è al centro dell'indagine Ipsos Doxa “Italiani solidali”, realizzata su un campione di 2000 individui. Il contesto di riferimento viene analizzato attraverso il contributo Istat già citato “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) condotta su un campione di circa 20.000 famiglie e 50.000 individui. Infine, partendo dall'Italy Giving Report di Vita Non Profit Magazine, “Noi doniamo” esplora il valore delle donazioni complessive da privati cittadini nell'ultimo anno fiscale disponibile, il 2023.
Oltre 11 mila organizzazioni: la Liguria ai vertici per densità
Con 11.397 istituzioni non profit censite al 31 dicembre 2023, in crescita del 2% rispetto all'anno precedente, la Liguria si distingue per la diffusione del proprio tessuto associativo. La regione conta 75,6 organizzazioni ogni 10 mila abitanti, contro una media nazionale di 62,5: una densità superiore del 21%, che la colloca al quinto posto tra le 19 regioni considerate.
Una presenza non soltanto capillare, ma anche profondamente consolidata nel tempo. Secondo il Censimento permanente delle istituzioni non profit 2021, oltre la metà delle organizzazioni liguri (50,5%) è stata costituita entro il 2004, contro il 43% della media italiana. Le associazioni rappresentano l'81,7% delle istituzioni non profit regionali, mentre le cooperative sociali, pur costituendo appena il 3,1% degli enti, concentrano il 53,5% dei dipendenti del settore.
A caratterizzare il panorama ligure è soprattutto la presenza di organizzazioni legate alla vita quotidiana delle comunità: lo sport rappresenta il 33,5% degli enti, seguito dalle attività ricreative e di socializzazione (15%) e da quelle culturali (13,3%).
La partecipazione sociale torna ai livelli di dieci anni fa
I segnali più incoraggianti arrivano dalla partecipazione dei cittadini. Nel 2025, secondo l'indagine Istat Aspetti della vita quotidiana, il 31,5% dei liguri partecipa alla vita sociale, una quota superiore alla media nazionale del 30,3%. Il dato cresce di 3,6 punti percentuali rispetto al 2024 e riporta la regione sostanzialmente ai livelli del 2015, quando la partecipazione si attestava al 31%. Un recupero significativo, soprattutto considerando che nel 2021 l'indicatore aveva raggiunto il minimo del 20%.
Anche il volontariato registra una ripresa. Nel 2025 il 9,8% dei liguri svolge attività gratuite in associazioni di volontariato, contro il 7,5% dell'anno precedente e il 9,2% della media italiana. Quasi una persona su dieci in Liguria è impegnata in attività di volontariato, con un incremento di 2,3 punti percentuali in un solo anno.
Donazioni economiche: persi oltre quattro punti percentuali in dieci anni
Se partecipazione e volontariato mostrano segnali positivi, il sostegno economico alle associazioni racconta una storia diversa. Nel 2025 il 12,5% dei liguri dichiara di aver finanziato associazioni, una percentuale leggermente superiore alla media nazionale (11,9%), ma inferiore a quella del Nord-Ovest (14,4%). Il dato risulta in calo rispetto al 2024, quando si attestava al 13,3%, e soprattutto rispetto al 2015, quando raggiungeva il 16,6%: in dieci anni la quota di cittadini che finanziano associazioni è diminuita di 4,1 punti percentuali.
Rasconi: il dono ha tante forme, nessuna scontata
Commenta Marco Rasconi, Presidente dell'Istituto Italiano della Donazione: «I dati della Liguria ci ricordano che la cultura del dono si esprime in forme diverse, che non seguono necessariamente lo stesso andamento. La partecipazione alla vita collettiva, l'impegno nel volontariato e il sostegno economico alle associazioni sono tutte espressioni di solidarietà, ma la crescita delle prime due non si traduce automaticamente in un aumento delle donazioni in denaro. È importante riconoscere e valorizzare tutte le forme del dono, senza darle mai per scontate”.
Regione Liguria: il dono, una risorsa per comunità più inclusive
“La Liguria può contare su una rete di associazioni e volontari particolarmente radicata, che ogni giorno contribuisce alla coesione sociale, alla tutela delle persone più fragili e alla qualità della vita delle nostre comunità – sottolineano il Vicepresidente di Regione Liguria con delega alla Scuola e alle Pari Opportunità Simona Ferro e l'Assessore alla Sanità, Politiche Sociosanitarie e Sociali e Terzo Settore Massimo Nicolò –. I dati del Rapporto confermano il valore di questo patrimonio, ma ci ricordano anche che la partecipazione e la solidarietà hanno bisogno di essere sostenute e rafforzate nel tempo. Come Regione promuoviamo la collaborazione tra istituzioni, Terzo Settore e cittadini, perché il dono, nelle sue diverse forme, è una risorsa fondamentale per una comunità più inclusiva e attenta ai bisogni di tutti. Il nostro impegno è valorizzare chi opera sul territorio e creare le condizioni affinché queste esperienze possano continuare a crescere”.
Fiducia negli altri: Liguria quarta in Italia
A rendere particolarmente interessante il caso ligure è anche il livello di fiducia nelle relazioni sociali. Nel 2025 il 24,5% dei cittadini ritiene che ci si possa fidare della maggior parte delle persone, contro il 22% della media italiana e il 22,8% del Nord-Ovest. Un risultato che colloca la Liguria al quarto posto tra le 19 regioni considerate per fiducia generalizzata. Anche la disponibilità di persone su cui poter contare è superiore, seppure di poco, alla media nazionale: 83,7% contro 82,9%.
La Liguria si presenta dunque come un territorio con una rete associativa diffusa e un contesto relazionale favorevole. Elementi che, tuttavia, non si traducono automaticamente in una maggiore propensione a sostenere economicamente le organizzazioni non profit.
Reddito e disuguaglianze: perché la ricchezza non significa più dono
Per comprendere meglio queste differenze, l'Osservatorio sul Dono ha messo in relazione gli indicatori della partecipazione con alcune caratteristiche socioeconomiche del territorio.
Nel 2024 il reddito disponibile pro capite in Liguria era pari a 25.504 euro, circa il 10% in più rispetto alla media nazionale di 23.155 euro. Nonostante questa maggiore disponibilità media di risorse, la quota di cittadini che finanziano associazioni supera quella italiana di appena 0,6 punti percentuali.
Un elemento che contribuisce ad arricchire la lettura è la distribuzione del reddito. Nel 2024 l'indice di Gini, che misura il grado di disuguaglianza economica, si attestava in Liguria con un valore superiore sia alla media italiana sia a quello di Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta.
Di Stasio: il dono, una chiave per comprendere le differenze tra i territori
Dichiara Cinzia Di Stasio, Direttrice IID: “Il confronto tra Liguria e Lombardia ci mostra come la disponibilità media di risorse economiche non sia sufficiente, da sola, a spiegare la diffusione delle donazioni. In Lombardia, ad esempio, la quota di cittadini che finanziano associazioni è più elevata rispetto alla Liguria, in presenza di un indice di disuguaglianza economica inferiore. Non possiamo stabilire un rapporto diretto di causa ed effetto, ma questi dati ci invitano ad adottare uno sguardo più ampio sul dono e sulle caratteristiche dei territori. Reddito, distribuzione della ricchezza, istruzione, fiducia e partecipazione sono dimensioni che devono essere lette insieme. È proprio attraverso questa lettura che il dono diventa non soltanto un fenomeno da osservare, ma anche una chiave per comprendere le dinamiche sociali ed economiche delle comunità”.
Rasconi: il dono che resta e il dono che cambia, la sfida della Liguria
Sottolinea Marco Rasconi, Presidente dell'Istituto Italiano della Donazione: “L'analisi restituisce l'immagine di una regione nella quale convivono due dinamiche. Da una parte, il dono che resta: una rete non profit capillare, una lunga tradizione associativa e organizzazioni profondamente inserite nella vita delle comunità. Dall'altra, il dono che cambia: una partecipazione sociale che recupera terreno, un volontariato in ripresa e un sostegno economico alle associazioni che, nel lungo periodo, registra una contrazione. La sfida è trasformare questo straordinario patrimonio di relazioni, fiducia e partecipazione in un impegno sempre più diffuso e continuativo, anche attraverso il sostegno economico alle organizzazioni. In questa prospettiva, Liguria Capitale del Dono 2026 rappresenta un'occasione preziosa non soltanto per valorizzare le tante esperienze di solidarietà già presenti sul territorio, ma anche per rafforzare una cultura del dono capace di coinvolgere sempre più cittadini, associazioni e istituzioni».
Belfiori: conoscere il dono per rafforzare il Terzo Settore
Sottolinea Elisa Belfiori, Responsabile Terzo Settore BPER: “Il Rapporto conferma il valore del dono come chiave di lettura delle dinamiche sociali che attraversano i territori. I dati dedicati alla Liguria restituiscono l'immagine di una regione caratterizzata da una rete non profit capillare, da una partecipazione sociale in crescita e da un forte patrimonio di relazioni e fiducia. Per BPER sostenere l'Osservatorio sul dono significa contribuire a una migliore conoscenza di questi fenomeni, ma anche accompagnare lo sviluppo di un Terzo Settore sempre più solido, competente e capace di rispondere ai bisogni delle comunità. Accanto al sostegno alle iniziative che promuovono la cultura del dono, la Banca è impegnata nel favorire percorsi di sviluppo, finanziamento e formazione rivolti alle organizzazioni del non profit, affinché possano rafforzare competenze, modelli organizzativi e capacità di generare impatto sociale”.
Noi doniamo - 9^ edizione
Il Rapporto completo è scaricabile quie conta sulla collaborazione di diversi enti ed esperti sul tema. Gli approfondimenti tematici sono stati curati da: Valeria Reda - Senior Research Manager Ipsos Doxa, Resp. Italiani Solidali; Sabrina Stoppiello - Istat, Direzione centrale per le statistiche economiche; Paolo Anselmi - Managing Partner di Walden Lab; Barbara Martinelli - Research Director di Eumetra; Nicola Bedogni - Responsabile scientifico Osservatorio ASSIF sulla sussidiarietà fiscale; Massimo Coen Cagli - Co-fondatore e direttore scientifico della Scuola di Fundraising di Roma; Patrizia Tettamanzi – Prof. Ordinario, LIUC Università Cattaneo, Dimitri Rabbiosi – MD, Prof. Associato, Università degli studi dell'Insubria, Mario Turri-Zanoni – MD, Prof. Associato, Università degli studi dell'Insubria, Valentina Minutiello – Ricercatrice, LIUC Università Cattaneo, Elena Zaccone – Assistente alla ricerca, LIUC Università Cattaneo.
Liguria Capitale Italiana del Dono 2026
Le iniziative Liguria Capitale Italiana del Dono 2026 sono state realizzate in collaborazione con Regione Liguria, Comune di Genova, Comune di Savona, CELIVO – Centro di Servizio per il Volontariato di Genova, CSV POLIS Ponente Ligure Solidale, CSV Vivere Insieme La Spezia, Fondazione Comunitaria Savonese, BPER e molti altri partner.
Durante l'evento di oggi, oltre a Rasconi, Di Stasio e Belfiori, sono intervenuti Massimo Nicolò, Assessore Regione Liguria a Sanità, Politiche socio-sanitarie e sociali, Terzo Settore; Gabriella Branca, Assessora del Comune di Savona e Coordinatrice della Commissione Digitale di Anci Liguria; Mauro Bornia, Presidente Confederazione Regionale dei CSV Liguri - CSVnet Liguria e Presidente CSV Vivere Insieme La Spezia; Franco Zunino, Presidente CSV POLIS Ponente Ligure Solidale; Gian Luigi Miazza, Presidente Fondazione Comunitaria Savonese; Michela Gaffo, Presidente ASSIF; Andrea Rivano, Portavoce regionale del Forum Terzo Settore Liguria; Maddalena Rusconi, Fondazione Compagnia di San Paolo. L'incontro è stato moderato da Giulio Sensi, Giornalista e comunicatore.
I vincitori dei contest #DonareMiDona
La premiazione delle iniziative più votate dalla giuria popolare ha costituito il cuore dell'evento: l'amministrazione comunale di Blufi (PA) è stata premiata quale vincitrice del contest #DonareMiDona Comuni per l'iniziativa Tutti assieme tuteliamo, valorizziamo e curiamo Blufi. Si sono aggiudicati secondo e terzo posto rispettivamente Pontedassio (IM) con il progetto L'orto solidale e Pietra Ligure (SV) con l'iniziativa Pietra su Pietra.
Tra gli enti non profit, per il contest #DonareMiDona Non Profit, prima classificata l'iniziativa Match It Now 2026 realizzata da ADMO Nazionale ETS. Medaglia d'argento per la manifestazione Ogni gesto conta, ogni dono resta organizzata dall'associazione Panacea OdV e terzo posto per Match For All organizzato da Fondazione ADMO Lombardia ETS.
Il Giorno del Dono promosso da IID, festa nazionale del dono e della donazione, dà appuntamento al prossimo evento in calendario targato #DonoDay2026:
Tutte le informazioni su #DonoDay2026 sono disponibili su www.istitutoitalianodonazione.it.
Nella foto: Piazza Raffaele de Ferrari, Genova
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